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RASSEGNA STAMPA

 

5 gennaio 2010 Mauritania approvata nuova legge sicurezza tra le proteste dell'opposizione

 

Il parlamento di Nouakchott ha approvato una nuova legge sulla sicurezza, nonostante le critiche e il dissenso di gran parte dell’opposizione. Il nuovo codice, molto controverso, prevede tra l’altro che la polizia potrà intercettare le telefonate, fare irruzione nelle abitazioni private e tenere in stato d’arresto persone sospette fino a quattro anni senza processo. Inoltre, i verbali degli apparati di sicurezza – accusati dagli attivisti per i diritti umani di utilizzare abitualmente la tortura per estorcere confessioni - avranno forza di legge e non potranno essere impugnati. Il provvedimento autorizza a processare i minori per accuse di terrorismo e prevede sconti di pena per gli imputati disposti a collaborare alle indagini, incoraggiando lo spionaggio tra i detenuti. “Si tratta di una deriva autoritaria e dittatoriale che mira a legittimare la violazione dei diritti e delle libertà” afferma un comunicato diffuso dall’opposizione poco dopo l’approvazione in aula. Il 18 Dicembre scorso due cittadini italiani sono stati rapiti mentre viaggiavano nel Sud del paese da un’organizzazione armata che ne ha rivendicato il sequestro a scopo di estorsione. Secondo il governo mauritano la nuova legge servirà a contrastare l’aumento di crimini e traffici illegali nelle regioni più remote del paese.[AdL]

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12 ottobre 2009 Sri Lanka Nei campi profughi va sempre peggio

Risse tra profughi e scontri con i militari indicano che la situazione nei campi sfollati nei pressi di Vavunya, dove il governo trattiene da quattro mesi 255.000 civili tamil, si sta velocemente deteriorando. L’allarme viene dall’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch, che in un comunicato definisce “illegale” la permanenza obbligata nei campi e chiede a Stati Uniti, Giappone e Unione Europea di far pressione sul governo di Colombo perché non trasformi i campi nell’occasione per trattenere il più a lungo possibile sotto controllo i civili tamil. Le autorità sostengono di non poter rilasciare i profughi prima dello sminamento delle zone di origine e non prima di aver controllato che tra i rifugiati non si nascondano ex-ribelli; a Settembre il ministero degli Esteri aveva annunciato che 162.000 persone erano state controllate, ma secondo dati Onu sono meno di 15.000 le persone effettivamente rilasciate finora. L’organizzazione non governativa con sede a Washington contesta l’annuncio di Colombo del 24 Settembre, secondo cui 40.000 persone avrebbero fatto ritorno alle loro case. “In realtà – si afferma nella nota – molte delle persone che il governo sostiene di aver rilasciato sono stati trasferiti dalla 'Malik Farm' ad altri campi di detenzione, mentre altri sono ancora trattenuti in ‘stazioni di passaggio’ a Vavuniya”. Da oltre una settimana nel complesso di strutture chiamato ‘Malik farm’, dove vive quasi la totalità degli sfollati dalla fine del conflitto con i ribelli tamil, c’è scarsità d’acqua poiché è stata spenta la pompa che aspira dal fiume vicino, essendosi abbassato molto il livello dell’acqua. Le donne sono costrette a fare file di molte ore, anche in piena notte, per riempire una tanica da 20-30 litri di acqua, che deve bastare per tutte le necessità di una famiglia, in media composta da cinque persone; la mancanza d’acqua ha fatto salire la tensione tra i profughi e provocato diverse risse. Il 26 Settembre, continua il rapporto dell’organizzazione americana, i militari a guardia dei campi hanno aperto il fuoco contro un gruppo di rifugiati, ferendone almeno due, sostenendo si trattasse di un tentativo di fuga da parte di individui “collegati con i terroristi”, ovvero ribelli tamil; diversa la versione degli sfollati che parlano di un intervento violento dei soldati dopo che, disubbidendo a un divieto, un gruppo di uomini aveva attraversato il campo per andare a raccogliere legna.[BF]

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19 settembre 2009 Thailandia: scontri tra fazioni


(ANSA)- BANGKOK, 19 SET - Scontri al confine della Cambogia tra Camicie rosse e camicie gialle, le opposte fazioni politiche che si affrontano da anni in Thailandia. Le camicie rosse, sostenitrici del discusso ex presidente deposto Thaksin Shinawatra, e quelle gialle, sostenitrici del governo attuale, si sono scontrate violentemente provocando il ferimento di almeno 20 persone. Altre manifestazioni si svolgono anche a Bangkok e nel nord-est del Paese, al confine con la Cambogia in un territorio conteso con quest'ultimo.

 

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18 settembre 2009 Guatemala Siccità e carestia si mobilita la Commissione Europea

E’ un programma che avevamo contemplato da un anno e ora giunge in un momento opportuno a causa della siccità e della mancanza di alimenti che colpisce il ‘corredor seco’” regione che comprende sette dipartimenti nella fascia orientale del Guatemala. Rafael Senan, rappresentante della Commissione Europea nel paese centroamericano, ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni circa di euro per finanziare un programma di aiuti al Guatemala, dove la prolungata mancanza di precipitazioni ha distrutto vasti quantitativi di raccolti agricoli mettendo a rischio la sussistenza di 400.000 famiglie povere. Il programma prevede l’avvio di progetti produttivi della durata di due anni e l’acquisto di alimenti per i 16 comuni considerati più bisognosi a beneficio di 12.000 agricoltori, 8000 piccoli produttori e 4000 organizzazioni. “L’importante è avanzare verso una soluzione definitiva e integrale del problema dell’insicurezza alimentare e nutrizionale, un ostacolo per lo sviluppo” ha detto il rappresentante europeo. Anche il presidente Alvaro Colom, ha parlato di “problema strutturale, storico” riferendosi alla crisi alimentare in corso, chiedendo già dall’Agosto scorso aiuto alla comunità internazionale. Il bilancio ufficiale parla finora di 25 vittime, soprattutto bambini. [FB]

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SUDAN 21 agosto 2009 INCURSIONE RIBELLI UGANDESI IN VILLAGGI DI FRONTIERA

 

Migliaia di civili sono stati costretti alla fuga da una serie di attacchi del gruppo di ribelli nord-ugandesi dell’Esercito di resistenza del Signore (Lord’s resistance army, Lra) nella regione sudanese del Western Equatoria. Lo ha reso noto in un rapporto presentato oggi l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr/Acnur) precisando che gli attacchi risalgono al 12 e 13 Agosto nel distretto di Ezo, nei pressi del confine con la Repubblica democratica del Congo. Secondo il documento, un numero imprecisato di persone sarebbero state rapite e diverse case bruciate nel corso delle violenze avvenute in due villaggi a pochi chilometri dalla capitale regionale di Yambio, dove i ribelli avrebbero inoltre saccheggiato case e negozi. A causa dell’insicurezza crescente, una trentina di operatori umanitari dell’Unhcr sono stati evacuati dalla zona rimasta priva di assistenza e aiuti, mentre da allora circa 5000 civili, tra cui donne e bambini, sono fuggiti verso nord. Nei mesi scorsi, nella Provincia orientale congolese era stata condotta un’operazione militare congiunta degli eserciti ugandese e congolese con il contributo del Sud Sudan contro le basi Lra. L’offensiva era stata decisa in seguito a una serie di cruente incursioni che andavano avanti dallo scorso settembre e che, secondo stime dell’Onu, avevano causato almeno 900 vittime tra i civili e 200.000 sfollati.
[AdL]

 

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