Arif - Chi siamo

Area

riservata

Testimonianze
Newsletter

Reportage

Links
Contatti
Home

Iscriviti alla newsletter

Nigeria rassegna stampa

 

 17 settembre 2008  Nigeria I guerriglieri nigeriani del Mend: abbiamo attaccato impianti Shell e Chevron

Guerriglieri nigeriani del Mend (Movimento di emancipazione del Delta del Niger) hanno attaccato un oleodotto della compagnia petroliferea anglo olandese Shell nello Stato nigeriano di Rivers, "distruggendolo" con esplosivi. Lo ha detto oggi il Mend in un comunicato ricevuto dall'ANSA per mail.

"Alle 22:10 di lunedi'... un importante oleodotto a Bakana Front... nello Stato nigeriano di Rivers, di proprieta' della Compagnia di sviluppo petrolifero Shell, e' stato distrutto con esplosivo a alto potenziale da esperti di esplosivi del Movimento di emancipazione del Delta del Niger appoggiati da combattenti armati pesantemente", afferma il comunicato.

Una fonte della sicurezza nigeriana, citata dall'agenzia britannica Reuters, ha detto che uomini armati del Mend ha attaccato anche il campo petrolifero di Idama, della compagnia americana Chevron, ma sono stati respinti dalle forze di sicurezza.

www.rainews24.it

 

30 maggio 2007 Nigeria Delta del Niger: Scontri tra bande a Port Harcourt

Sono almeno 15 le vittime dei violenti scontri tra due bande di giovani armati che ieri si sono affrontati a Port Harcourt, ‘capitale’ della ricca regione petrolifera del Delta del Niger, nel sud della Nigeria.

Fonti locali, riferiscono che i combattimenti, proseguiti seppure in maniera più sporadica anche durante la notte, si sono concentrati soprattutto nella zona di Tombia. Non sono chiare le ragioni che hanno portato i due gruppi –legati a due personaggi locali molto conosciuti tale Prince Agodo e il suo rivale Soboma George – a darsi battaglia per le strade della città, ma secondo alcune fonti, l’episodio sarebbe da ricollegare alle recenti elezioni politiche per gli amministratori locali. Ieri, infatti, oltre al presidente della Repubblica, si insediavano anche i governatori dei vari stati che compongono la federazione nigeriana. Secondo alcune ricostruzioni, uno dei due gruppi avrebbe protestato per la ricompensa ottenuta da un non meglio precisato politico locale per i ‘servizi’ (intimidazione degli avversari) prestato in campagna elettorale, provocando la reazione dell’altra banda, ancora sul libro paga del politico in questione. La situazione nella zona resta tuttora tesa e si teme ulteriori scontri.

misna

30 aprile 2007 Nigeria Elezioni:violenze, 50 morti e oltre 1000 arresti

Cinquanta persone sono state uccise durante le elezioni del 14 aprile per rinnovare i governatori e le assemblee dei 36 stati della federazioni, mentre 1093 sospetti responsabili delle violenze elettorali sono stati arrestati. Lo ha riferito il portavoce della Commissione elettorale nazionale indipendente (Inec) Philip Umeadi, citato oggi dalla stampa locale, precisando che 39 vittime erano agenti di polizia e 11 civili. Secondo i dati forniti da Umeadi, il bilancio più pesante spetterebbe allo stato settentrionale di Kano con 16 morti, seguito da Nasarawa con nove, Adamawa con otto, Rivers con sette, Edo con cinque e Kogi con due, mentre le rimanenti tre vittime sarebbero morte negli stati del Delta, di Ondo e Plateau. Mentre l’Inec sta ancora raccogliendo informazioni sulle violenze verificatesi durante le elezioni presidenziali e legislative del 21, secondo le stime fornite la scorsa settimana dagli osservatori elettorali dell’Unione Europea le persone morte durante i due appuntamenti elettorali sarebbero circa 200.[RC] 

www.misna.org

16 aprile 2007 Nigeria Elezioni presidenziali: Corte Suprema vicepresidente potrà partecipare

La Corte suprema di Abuja ha annullato la sentenza che, il 10 marzo in appello, aveva riconosciuto alla Commissione nazionale elettorale (Inec) il “diritto di… rimuovere i nomi dei candidati senza ricorrere alla magistratura” reintegrando di fatto la candidatura alle presidenziali di sabato 21 del vicepresidente Atiku Abubakar sostenuta dal Congresso d’azione (Ac). “La Corte d’appello ha avuto torto nel considerare che l’Inec avesse il potere di squalificare un candidato” hanno sentenziato i sette giudici all’unanimità. Già il 10 marzo scorso la Corte suprema aveva ordinato all’Inec di includere il nome di Abubakar nella lista dei candidati perché soddisfaceva i “requisiti fissati nella sezione 137 della Costituzione del 1999”. Due giorni fa oltre 50 dei 140 milioni di nigeriani sono stati chiamati a rinnovare i governatori e le assemblee municipali dei 36 Stati federali, mentre il 21 si terranno le consultazioni presidenziali e legislative.

Misna

29 settembre 2006 Vice presidente sospeso per corruzione; indagati 32 governatori su 36

 

Atiku Abubakar, vice presidente nigeriano, accusato di corruzione è stato sospeso per tre mesi dal Partito  democratico del popolo (PDP). L’accusato sostiene che  questa è una manovra messa a punto dal presidente Obasanjo pr impedire la sua candidatura alle elezioni del 2007.

La Commissione contro i crimini economici e finanziari (Efcc) ha avviato indagini anche su 32 governatori dei 36 stati che compongono la Nigeria e “per almeno 15 si è già pronti per avviare al processo giudiziario entro un paio di settimane”: lo ha detto il capo dell’organismo anticorruzione voluto dal presidente Obasanjo, Nuhu Ribadu, nel riferire l’attività della Efcc al senato.

www.misna.org

 

7 febbraio 2006 Petrolio instabilità e povertà

La Nigeria, in particolare la zona sud est del paese, è uno stato estremamente ricco di giacimenti petroliferi. Numerose sono le multinazionali straniere presenti sul territorio e ingenti i ricavi derivanti dall’estrazione del greggio. Tuttavia quasi nulla di questa enorme ricchezza arriva alla popolazione locale, che vive in condizioni di estrema povertà e precarietà. Questa mancata distribuzione della ricchezza, accompagnata da un governo assenteista nei confronti delle esigenze locali, sfocia nella lotta armata, e diversi sono i movimenti che rivendicano forme di separazione o l'indipendenza del Biafra dallo stato nigeriano: il MASSOB, il MEND, il NDPVF. Nel corso di quest’ultimo mese gli attacchi e i sabotaggi dei ribelli nei confronti delle multinazionali sono aumentati esponenzialmente, inclusi quelli nei confronti dell’italiana Agip

http://www.equilibri.net/showObject.php?objlang=it_IT&objID=3689

 

12 gennaio 2005 Nelle sovraffollate prigioni nigeriane, sopravvivere diviene una battaglia quotidiana

Almeno tre detenuti in uno spazio di quattro metri quadrati! Questa la normale condizione nella prigione centrale  di  Kaduna nel nord della Nigeria. Per non parlare del nauseante odore di urina che si alza nel cortile. E ancora  le grida disperate di alcuni prigionieri ritornati alle loro celle a dormire sul pavimento con stracci a far da materasso, che fatta eccezione per alcune scodelle di plastica, sono gli unici oggetti presenti nella cella.

E le guardie poi, che interrompono bruscamente le visite ai detenuti proibendo all’improvviso qualsiasi interazione con i prigionieri. Le organizzazioni per i diritti umani presenti in Nigeria e gli stessi responsabili delle prigioni  confermano che le condizioni non rispettano neanche uno dei diritti umani fondamentali garantiti a livello internazionale.

http://allafrica.com/stories/printable/200601110501.html

 

15 settembre 2005 I partiti riuniti ad Abuja per un incontro sul Darfur

(ABUJA)  I rappresentanti del governo Sudanese e due gruppi ribelli coinvolti nel conflitto che da due anni sconvolge il Darfur si sono incontrati nella capitale nigeriana per il sesto incontro pre discutere sugli accordi di pace”, hanno riferito ufficiali dell’Unione Africana. Ma le prospettive di pace in Darfur continuano ad essere minacciate dallo stato di insicurezza causato dai continui attacchi delle forze ribelli.

http://www.irinnews.org/report.asp?ReportID=49094&SelectRegion=West_Africa&SelectCountry=NIGERIA

 

02/08/2005 La carenza di fondi potrebbe peggiorare la già drammatica crisi alimentare in Nigeria

 

Roma

La FAO ha rinnovato ieri l’appello per il reperimento di 4 milioni di dollari necessari a fronteggiare la crisi alimentare in corso nel paese africano.

I fondi, secondo l’agenzia alimentare delle Nazioni Unite, sono assolutamente necessari per le esigenze veterinarie e alimentari del bestiame, che gioca un ruolo fondamentale nella sopravvivenza delle comunità rurali più vulnerabili.

L’assistenza del bestiame riguarda più di 10 000 famiglie che hanno già perso i loro animali. I fondi sono anche necessari per fornire alla popolazione i semi per la prossima stagione di colture che inizierà in ottobre; obbiettivo è aiutare circa 95 000 coltivatori la cui attività è stata messa in serio pericolo dalle carestie. Senza la suddetta assistenza la crisi potrebbe acuirsi e richiedere aiuti alimentari ancora più consistenti.

La siccità, esacerbata nel 2004 dall’invasione di locuste del deserto, ha provocato un misero raccolto lo scorso ottobre. Questi eventi, uniti alla crisi economica e ad un rapido aumento del prezzo dei prodotti alimentari, ha portato la già impoverita popolazione del Niger a livelli critici di insicurezza alimentare, con una stima di circa 2,5 milioni di persone, tra cui circa 800 000 bambini a rischio di carenza di cibo. La malnutrizione infantile, che colpisce già circa 150 000 bambini, è in rapida crescita.

Gli appelli odierni fanno seguito a quelli, largamente inascoltati, già lanciati dalla FAO e dal governo del Niger nel maggio di quest’anno.

Liberia-Nigeria 24 giugno 2005 Più di 2000 rifugiati liberiani  ritornati dalla Nigeria

(Abuja) La Nigeria riprenderà a breve il rimpatrio di  circa 2000 rifugiati liberiani  fuggiti dalla guerra civile più di 15 anni fa. Un’operazione per il trasporto delle persone è stata decisa da organizzazioni locali liberiane e nigeriane che si occupano di rifugiati, coadiuvati dall’Unhcr. “Sono 903 i rifugiati che hanno lasciato la Nigeria sotto la supervisione dell’Unhcr, lo scorso anno, ha detto Moremi Soyinka-Onijala, una assistente presidenziale. 350 000 è il numero dei rifugiati scappati in altri paesi  dell’Africa Occidentale per sfuggire alla guerra liberiana durata dal 1989 al 2003. Le operazioni di rimpatrio dell’ Unhcr proseguono però a passo di lumaca. Dalla metà di giugno l’agenzia Onu ha assistito il rimpatrio di appena 21 000 rifugiati la maggior parte dalla Sierra Leone e dalla Guinea.

http://www.irinnews.org/report.asp?ReportID=47819&SelectRegion=West_Africa&SelectCountry=LIBERIA-NIGERIA

 

17 giugno 2005 Chiudono i consolati occidentali presenti a Lagos per le minacce contro la sicurezza

(Lagos) Gli  Stati Uniti, la Russia e diversi paesi europei hanno chiuso temporaneamente i consolati presenti nella città commerciale di Lagos a seguito alle minacce alla sicurezza degli ultimi giorni. L’ambasciata statunitense presente nella capitale federale Abuja in un comunicato ha detto che l’ufficio è stato chiuso “per problemi di sicurezza e preoccupazione sia da parte della missione americana sia del governo nigeriano”. A Dakar, in Senegal, il maggiore Holly Silkman, portavoce dell’US European Command ha detto che il consolato ha chiuso subito dopo aver ricevuto minacce telefoniche da parte di sospetti terroristi

 http://www.irinnews.org/report.asp?ReportID=47704&SelectRegion=West_Africa&SelectCountry=NIGERIA

6 giugno 2005 Forze di polizia dispiegate nella città di Sokoto dopo la violenza scoppiata tra gruppi di musulmani


(KANO) Centinaia di poliziotti armati sono stati dispiegati nella città di Sokoto, dove manifestanti sunniti hanno distrutto un edificio governativo durante la violenza scoppiata tra gruppi musulmani. Secondo quanto riferito da un portavoce del governo, Mustapha Shehu, i dimostranti che hanno assediato il segretariato del governo locale di Sokoto incendiandolo, erano infuriati per l’arresto di un religioso sunnita accusato dalle autorità d incitare alla violenza contro la minoranza sciita


http://www.irinnews.org/report.asp?ReportID=47501&SelectRegion=West_Africa&SelectCountry=NIGERIA


 

31 maggio 2005 Donne non protette dall’alto numero di abusi. Questa la denuncia di Amnesty International


(LAGOS) Più dei due terzi delle donne residenti sia nella città di Lagos che nei dintorni sono sottoposte ad ogni tipo di abusi da parte dei familiari, a volte semplicemente per non aver preparato in tempo il pranzo. Arriva da Amnesty la denuncia di questa situazione accompagnata dall’appello al governo di risolvere al più presto questa situazione.
Nel rapporto intitolato” Nigeria: voci inascoltate” l’organizzazione parla della violenza di genere diffusa nel paese e avvolta dal silenzio e dall’indifferenza delle autorità che non fanno nulla per fermarla e che anzi in molti casi la perdonano.

 

http://www.irinnews.org/report.asp?ReportID=47418&SelectRegion=West_Africa&SelectCountry=NIGERIA


 

24 maggio 2005 “Abusano di noi piuttosto che proteggerci”. Come I Nigeriani vedono le forze di polizia


(LAGOS) In Nigeria la fama per la corruzione In Nigeria e la brutalità delle forze di polizia non ha mai accennato a diminuire. Quattro rivolte sono scoppiate nell’ultimo mese, scatenate dalla rabbia dei residenti per gli omicidi commessi dalla polizia ai Danni di civili disarmati. Alcuni sono stati uccisi soltanto per essersi rifiutati di pagare una tangente. La scorsa settimana nei pressi del centro petrolifero di Port Harcourt, la polizia ha ucciso un giovane dimostrante, durante una manifestazione organizzata contro la disoccupazione.


http://www.irinnews.org/report.asp?ReportID=47281&SelectRegion=West_Africa&SelectCountry=NIGERIA