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SRI LANKA
Riprendere il processo di pace nello Sri Lanka sembra, almeno nel
breve termine, una possibilità lontana. Il 2 gennaio 2008, infatti, il
governo ha annunciato l’interruzione dell’accordo per il cessate il
fuoco siglato con le Tigri del Tamil (LTTE), formalizzando in tal modo
la ripresa ufficiale delle ostilità. La crisi umanitaria continua a
peggiorare e le violazioni dei diritti umani da entrambe le parti in
conflitto non accennano a diminuire.Nelle prime settimane del 2008,
oltre ad una escalation delle operazioni militari, si sono verificati
diversi omicidi tra i quali l’assassinio di un ministro e un membro
dell’opposizione Tamil in Parlamento. Diverse bombe sono state fatte
esplodere a Colombo, la capitale, un ondata di attacchi ha colpito i
civili nel sud del Paese mentre sparizioni e uccisioni di
non-combattenti si sono avute nel nord e nell’est. Secondo l’ultimo
rapporto dell’International Crisis Group (ICG) pubblicato nel gennaio
2008, non esiste al momento alcuna possibilità di firmare un nuovo
“cessate il fuoco” e la comunità internazionale può contenere i danni
proteggendo i civili dagli effetti disastrosi della guerra e supportare
coloro i quali intendono preservare le istituzioni democratiche nel
Paese.
BANGLADESH
In Bangladesh la tortura in custodia sembra ormai divenuta una
prassi consolidata.
I luoghi di detenzione non ufficiali utilizzati per gli interrogatori
hanno permesso l’ aumentato dei casi di abusi - quali la privazione del
sonno e le percosse - per estorcere informazioni.
Tasneem Khalil, rappresentante della CNN e consulente per la
organizzazione internazionale Human Rights Watch, ad esempio, è stato
condotto dalla DGFI una delle principali agenzie investigative del Paese
in una prigione non ufficiale dove è stato interrogato, torturato e
costretto a produrre false dichiarazioni. Dopo pressioni da parte della
comunità internazionale, il giornalista è stato rilasciato ma è stato
costretto a chieder asilo in Svezia.
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